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L’analisi del Presidente di ICMQ sulle nuove necessità nel settore delle costruzioni

Redazione NEC

Le parole di Lorenzo Orsenigo – Presidente e Dg di ICMQ – possono essere un valido ausilio per comprendere i temi della sostenibilità e delle attestazioni. L’ICMQ (Istituto di Certificazione e Marchio Qualità per prodotti e servizi nell’ambito delle costruzioni) è un organismo accreditato da Accredia (Ente di Accreditamento Italiano) a garanzia di imparzialità, indipendenza e correttezza.

Le prime considerazione riguardano il momento storico: “Sono convinto che la sostenibilità sia il presente e anche una nuova necessità poiché è in corso un cambiamento culturale. A questo bisogna aggiungere che intervengono anche ragioni di marketing poiché, grazie a questo clima, si moltiplicano le occasioni d’incontro tra tutte le parti interessate”.

Mercato e protocolli

Nel contesto attuale esistono principalmente tre driver di mercato, che Orsenigo illustra così: “Vi è la parte pubblica regolata attraverso il CAM (Criteri Ambientali Minimi) edilizia con DL del 2015, che richiama una serie di caratteristiche che devono avere le costruzioni e i prodotti. Poi c’è il motivo della sostenibilità degli edifici e, in tal senso, vi è la Leed, riconosciuta a livello internazionale, articolata in punteggi e categorie che definiscono dei rating. Infine, per la parte della certificazione delle infrastrutture, vi è Envision che è un altro sistema di documentazione con un carattere internazionale, un protocollo regolato secondo uso di certi materiali poco impattanti sull’ambiente”.

EPD (Enviromental Product Declaration)

Il presidente di ICMQ si sofferma poi sulla Dichiarazione Ambientale di Prodotto,altrimenti detta EPD: “Si tratta di una carta d’identità che attesta l’impatto sul pianeta. Un’etichetta ecologica volontaria, senza soglie minime prestabilite per le prestazioni green, che consente all’utente di valutare le performance eco di un prodotto, convalidate da un ente indipendente, in modo oggettivo. Le EPD sono documenti di tipo puramente informativo e si sviluppano sulla base di uno Studio LCA (Life Cycle Assessment) che ha obiettivi e scopi precisi, come la definizione del ciclo di vita, dall’estrazione delle materie prime fino allo smaltimento finale. In Italia il riferimento riconosciuto da Accredia si chiama EDPItaly, che appartiene al network europeo ECO Platform”.

Digitalizzazione e BIM

Un altro tema importante è quello relativo alla digitalizzazione, aspetto non più rimandabile per Orsenigo: “Oggi è importante conoscere l’impatto dell’attività, quindi partire dall’EPD del prodotto per giungere a quello dell’opera attraverso la sistematizzazione delle dichiarazioni dei singoli componenti, ad esempio considerando gli effetti dei materiali per poi inserirli nel ciclo di vita e calcolare le conseguenze generali. Sostenibilità e digitalizzazione si intrecciano, una serve l’altra e viceversa”.

Un breve focus sul BIM (Building Information Modeling) a questo punto sembra necessario: “Nel settore delle costruzioni la digitalizzazione è sinonimo di utilizzo del BIM, uno strumento che per essere maneggiato necessita di competenze di processo e di persone. Come ICMQ abbiamo a tal proposito sviluppato due certificazioni: Sistema di Gestione BIM ed Esperti BIM. Al momento non esiste una norma che definisca i requisiti di gestione per il BIM, per questo abbiamo costituito un gruppo di lavoro per elaborare una specifica tecnica di riferimento che utilizza un’architettura a livello ISO. Nella parte competenze si è elaborato invece uno schema di certificazione per esperto BIM formato da quattro figure, chi ne è in possesso può dimostrare un livello di competenza certo”.

Livello di competenza certo che significa affidabilità, della quale il settore tutto ha bisogno.

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