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L’esperienza di un imprenditore edile alle prese con tecnologia e soluzioni innovative, tra ruolo istituzionale e dirigenziale.

di Massimo Deldossi, presidente Ance Brescia e Vicepresidente Federcostruzioni

Confrontarsi con la digitalizzazione è oggi per un imprenditore e per un’impresa edile un’esigenza irrinunciabile. Capire come e che cosa significhi è premessa indispensabile per intraprendere un percorso virtuoso. Nella mia esperienza tutto ciò risale a diversi anni fa, allorché, per effetto della crisi, è maturata pian piano la consapevolezza di essere di fronte a un cambiamento epocale per un settore come l’edilizia, abituato a poche e dilazionate iniezioni di tecnologia e di innovazione. Tutto ciò ha comportato una scelta di fondo: l’accettazione e la disponibilità a ibridarsi con l’innovazione e, in modo particolare, trovare le modalità più adeguate per procedere a una digitalizzazione dei processi organizzativi e gestionali con i conseguenti effetti di modificare il modo stesso di fare impresa, di relazionarsi all’interno e all’esterno. Tutto ciò ha portato a considerare la digitalizzazione come un fattore strategico per aumentare la competitività.

Un percorso personale

La nostra esperienza ci ha insegnato che il valore principale della digitalizzazione riguarda il processo, molto più che la gestione o l’attività produttiva in sé, ovvero il cantiere. Confrontarsi con l’innovazione tecnologica che va ad impattare sulla produzione è da sempre prerogativa di un imprenditore edile. Come fare, come scegliere, come aggiornarsi e adeguare le proprie conoscenze e quelle dei propri lavoratori è un percorso consolidato. Per questo la robotizzazione o l’innesto di macchine e strumenti ad elevata innovazione tecnologica non sono, né saranno un problema per le nostre imprese. Ben diversa è la questione relativa alla conduzione e all’organizzazione e gestione dei processi in una logica industriale. Qui la digitalizzazione costituisce un rilevante valore aggiunto. É qui che cambiare approccio e modello fa e farà sempre più la differenza per affrontare adeguatamente il mercato e avere un ruolo da protagonisti. Ciò che serve è abbracciare un percorso che alla base ha un atteggiamento fondato sulla consapevolezza del cambiamento e dell’importanza di accettare la sfida che la digitalizzazione comporta. Il primo passaggio, la fase di iniziazione è semplice e allo stesso tempo in qualche modo traumatica: eliminare la carta! È decisivo accettare che tutti i nostri processi gestionali, la produzione della documentazione, le forme di relazione e di scambio viaggino in modalità digitale. Da qui tutto diventa più facile. E possiamo sperimentare e progressivamente adeguare i nostri processi amministrativi. Ciò significa dotarsi di una infrastruttura digitale della quale scoprire i vantaggi sul piano prima di tutto dell’organizzazione, per poi cogliere e valutare le opportunità che essa offre sul piano di nuovi servizi. Tutto ciò porta ad avere imprese più organizzate e più efficienti. L’obiettivo finale dovrebbe comunque essere quello di arrivare a una pianificazione digitale, una programmazione non più spontanea, “a sentimento”, ma gestita in maniera industriale attraverso un cruscotto in grado di tenere sotto controllo tempi e costi. La sfida della digitalizzazione la si vince se si persegue l’obiettivo di utilizzare queste tecnologie per gestire tutti gli operatori e le diverse fasi del lavoro, arrivando a conoscere e a organizzare l’attività quotidiana di ognuno, in una logica complessiva di insieme.

Il valore del BIM

Da alcuni anni anche nel nostro Paese, e in modo particolare nell’ambito del mondo della progettazione, si è iniziato ad utilizzare software 3D e si è cominciato a parlare e a trovarsi a dover comprendere all’interno di questa nuova cultura digitale cosa volesse dire utilizzare un modello nuovo come il BIM. Molte imprese hanno provato a sperimentare, hanno iniziato a fare corsi, in molti casi si sono chiesti quale fosse il suo valore aggiunto e in qual modo fosse utile o addirittura necessario investire. In molti casi resta alta la perplessità sulla sua utilità. Soprattutto quando si tratta di piccole imprese. Anche in questo caso appare importante fare chiarezza e mettere al centro non tanto lo strumento quanto il metodo che sottintende il BIM. Diventa dirimente la consapevolezza che per le imprese il BIM è un modello che può aiutare e favorire una cultura industriale dell’impresa orientandola verso un modo diverso dal passato di fare edilizia dal punto di vista della gestione di una commessa. Da qui nasce l’altra considerazione strettamente collegata all’evoluzione normativa e al fatto che il BIM sta assumendo un’importanza centrale proprio in quanto modello innovativo nelle relazioni e nel processo decisionale connesso alla produzione e gestione di un’opera edile.

Grazie al digitale e al valore dei dati e alla loro condivisione esso cambia il modo di progettare e di produrre nell’edilizia, anche se in molti casi ancora resta parziale o non ha raggiunto quella diffusione in grado di farne oggi il modello di riferimento. E’ necessario per un’impresa accettare la sfida del BIM al fine di essere pronti a dotarsi di un metodo di lavoro basato sulla digitalizzazione. Se è infatti vero che attualmente la maggior parte dei progetti non sono digitalizzati e che di “vero” BIM in giro ce n’è veramente pochissimo, è anche vero che la strada è tracciata. E’ facile prevedere una forte accelerazione in questa direzione. Il BIM, una volta conosciuto e praticato, ci aiuterà comunque a rafforzare la logica di squadra così come ad eliminare errori, a condividere in modo più trasparente ed oggettivo dati e informazioni, a ridurre i tempi di lavoro e di conseguenza a poter gestire meglio costi e criticità.

Il ruolo delle associazioni di rappresentanza

Per consolidare una cultura digitale nelle costruzioni e accelerare il processo sul mercato vale la pena soffermarsi su un paio di fattori. Il primo riguarda il ruolo delle associazioni e del sistema di rappresentanza dei diversi attori della filiera e delle imprese in particolare. Il secondo attiene a come riuscire a favorire una maggiore integrazione e interazione tra gli attori seguendo esperienze ed esempi che stanno dando risultati molto positivi in altri Paesi.

Sul fronte della rappresentanza diventa importante che le associazioni assumano un ruolo di indirizzo e di promozione, individuando modalità e percorsi per favorire la consapevolezza dell’importanza di dotarsi di una cultura digitale come opportunità per rafforzare una logica industriale all’interno del tessuto imprenditoriale. Resta fondamentale aiutare le imprese a comprendere i numerosi e proficui vantaggi reali che la digitalizzazione comporta. In secondo luogo, poiché la maggior parte delle imprese, per la loro dimensione e per le caratteristiche attuali del mercato dell’edilizia, non ha risorse né competenze per fare ricerca e sviluppo, è compito delle associazioni trovare nuove soluzioni in grado di far avanzare progressivamente il fronte delle imprese dotate di una infrastrutturazione digitale. Si tratta di una partita non più rinviabile.

L’importanza di una piattaforma digitale di sistema

In questo scenario caratterizzato da ritardi, da pulsioni contraddittorie, da fughe in avanti e da forti differenziazioni all’interno delle diverse fasi del processo edilizio, così come a seconda delle dimensioni e dell’ambito di mercato potrebbe avere un effetto molto positivo la nascita di una piattaforma digitale nazionale per le costruzioni.

Poter contare su una infrastruttura in grado di integrare modelli, software, un’ampia gamma di dati informativi ed esportabili potrebbe da un lato favorire un’accelerazione del ricorso al BIM in una varietà sempre maggiore di settori di mercato così come superare le attuali barriere dimensionali. Questa piattaforma dovrebbe avere una valenza pubblica e quindi strutturata prevedendone o la proprietà oppure una partecipazione secondo una logica pubblico – privata. Essa comunque dovrebbe essere di facile consultazione e di immediata operatività garantendo una totale trasparenza dei dati e massima interoperabilità.

Su questi temi, fondamentali per le imprese del Nord Est e non solo, interverrò nell’ambito di un webinar organizzato da Team System in collaborazione con ICMQ il 26 febbraio p.v.

Per informazioni vai alla pagina dell’evento: https://www.teamsystem.com/construction/eventi/webinar-digitalizzazione-bim-20210226